Sanzioni per indebita detrazione dell’Iva addebitata in fattura per errore


Qualora il cessionario/committente abbia pagato al cedente/prestatore – e, di conseguenza, abbia detratto – l’IVA addebitatagli per errore in fattura, pur trattandosi di operazioni esenti o non imponibili, è soggetto alla sanzione nella misura del 90 per cento dell’imposta detratta illegittimamente, oltre al recupero dell’imposta medesima (Agenzia delle Entrate – Risoluzione 03 agosto 2021, n. 51/E)

L’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito all’ambito di applicazione dell’art. 6, comma 6, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, in materia di sanzioni per illegittima detrazione dell’IVA erroneamente addebitata in fattura dal cedente/prestatore su operazioni non imponibili o esenti.
In base alla citata disposizione normativa: “chi computa illegittimamente in detrazione l’imposta assolta, dovuta o addebitatagli in via di rivalsa, é punito con la sanzione amministrativa pari al novanta per cento dell’ammontare della detrazione compiuta. In caso di applicazione dell’imposta in misura superiore a quella effettiva, erroneamente assolta dal cedente o prestatore, fermo restando il diritto del cessionario o committente alla detrazione ai sensi degli articoli 19 e seguenti del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, l’anzidetto cessionario o committente è punito con la sanzione amministrativa compresa fra 250 euro e 10.000 euro. La restituzione dell’imposta è esclusa qualora il versamento sia avvenuto in un contesto di frode fiscale.”.
L’Agenzia delle Entrate recepisce, in particolare, il recente orientamento espresso dalla giurisprudenza (Corte di Cassazione – Sentenza 3 novembre 2020, n. 24289), e chiarisce che ai fini sanzionatori si distinguono due tipologie di condotte illecite, in relazione a ciascuna delle quali sono previste due diverse sanzioni:
a) una sanzione fissa (compresa fra 250 euro e 10.000 euro) per il cessionario/committente in caso di applicazione dell’IVA in misura superiore a quella effettiva, erroneamente assolta dal cedente/prestatore, fermo restando il diritto del medesimo cessionario/committente alla detrazione;
b) una sanzione pari al 90% dell’ammontare della detrazione illegittimamente compiuta dal cessionario/committente negli altri casi in cui l’imposta è stata assolta, dovuta o addebitatagli in via di rivalsa.
In altri termini, qualora il cessionario/committente abbia pagato al cedente/prestatore – e, di conseguenza, abbia detratto – l’IVA addebitatagli per errore in fattura, pur trattandosi di operazioni esenti o non imponibili, si applica la sanzione proporzionale di cui alla lett. b), previo recupero dell’IVA indebitamente detratta.
Nella diversa ipotesi, invece, in cui il cessionario/committente abbia pagato al cedente/prestatore – e, di conseguenza, abbia detratto – l’IVA addebitatagli per errore in fattura in misura superiore a quella dovuta (ad esempio, per applicazione da parte del cedente/prestatore di un’aliquota maggiore di quella prevista), si applica la sanzione in misura fissa di cui alla lettera a), fermo restando il diritto alla detrazione.