Incrementi contrattuali e calcolo dell’integrazione salariale per l’industria tessile


 



 


Si riportano, per il settore Tessile Industria, gli incrementi contrattuali da marzo e il calcolo dell’integrazione salariale


 


Le Parti, in considerazione della situazione contrattuale complessiva conseguente all’applicazione del contratto nazionale negli anni 2017 e 2018, hanno concordato che, con decorrenza dall’1/3/2020, l’E.R.N. del 4° livello è incrementato di 8,28 euro lordi, con rideterminazione dell’E.R.N. degli altri livelli contrattuali su base parametrale. Al riguardo, poi, si coglie l’occasione per esporre le modalità di calcolo dell’integrazione salariale di cui beneficieranno i lavoratori con sospensione o riduzione dell’orario di lavoro nel mese di marzo.


I nuovi minimi retributivi del CCNL Tessili Industria, dal 1° marzo 2020, vengono così stabiliti:







































Livello

Minimo

8 2.173,24
7 2.049,70
6 1.924,49
Viaggiatore 1 1.852,27
5 1.802,76
Viaggiatore 2 1.747,47
4 1.714,95
3 Super 1.675,42
3 1.638,13
2 Super 1.590,85
2 1.556,18
1 1.237,20


 


Di qui, si coglie l’occasione per ribadire le modalità di determinazione della misura del trattamento di integrazione salariale, di cui beneficieranno i lavoratori con sospensione o riduzione dell’orario di lavoro nel mese di marzo, a seguito dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.
Il trattamento di integrazione salariale ammonta all’80% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate, comprese fra le zero ore ed il limite dell’orario contrattuale. Il trattamento in parola si calcola, quindi, tenendo conto dell’orario di ciascuna settimana, indipendentemente dal periodo di paga; solo nel caso in cui la riduzione dell’orario di lavoro sia effettuata con ripartizione dell’orario su periodi ultrasettimanali predeterminati, l’integrazione è dovuta sulla base della durata media settimanale dell’orario nel periodo considerato. Agli effetti dell’integrazione, la retribuzione globale comprende anche le indennità accessorie alla retribuzione base, corrisposte con riferimento alla giornata lavorativa, ragguagliando in ogni caso ad ora la misura delle indennità, in rapporto a un orario di 8 ore. Per i lavoratori retribuiti in parte con premi di produzione, interessenze e simili, l’integrazione è riferita al guadagno medio orario percepito nel periodo di paga per il quale l’integrazione è dovuta.
L’importo del trattamento è poi ridotto in misura pari all’importo derivante dall’applicazione dell’aliquota contributiva prevista a carico degli apprendisti (5,84%) e non può superare i seguenti importi massimi mensili, comunque rapportati alle ore di integrazione salariale autorizzate:
– euro 939,89 quando la retribuzione mensile di riferimento per il calcolo del trattamento, comprensiva dei ratei di mensilità aggiuntive, è pari o inferiore ad euro 2.159,48;
– euro 1.129,66 quando la retribuzione mensile di riferimento, comprensiva dei ratei, è superiore a euro 2.159,48.
Dal punto vi sta strettamente operativo, la retribuzione mensile lorda, da prendere a riferimento per il massimale da applicare, coincide con la retribuzione teorica (<RetribuzioneTeorica>) indicata nel flusso Uniemens. Nel caso di lavoratore part-time, tale retribuzione va rapportata all’importo del corrispondente lavoratore full-time. In particolare, per il part-time orizzontale, la retribuzione teorica è moltiplicata per 100 e divisa per la percentuale di part-time (<PercPartTime>) espressa in unità, con 2 decimali; nelle ipotesi di part-time verticale o misto, la retribuzione teorica è moltiplicata per 100 e divisa per la percentuale di part-time del mese (<PercPartTimeMese>) espressa in unità, con 2 decimali.
Alla retribuzione mensile lorda così determinata devono essere sommati gli importi riferiti ai ratei delle mensilità aggiuntive; così, la retribuzione mensile lorda va moltiplicata per il numero di mensilità (<NumMensilita>) in Uniemens, espresso in unità con 3 decimali, e divisa per 12.
Per i lavoratori cd. mensilizzati (<TipoPaga> valorizzata ad “M” in Uniemens), per i quali nel mese non vi sia stata alcuna interruzione del rapporto, la retribuzione oraria è determinata dividendo la retribuzione mensile lorda, comprensiva dei ratei di mensilità aggiuntive, per il divisore orario contrattuale indicato in Uniemens nell’elemento <DivisoreOrarioContr>. Per tutte le altre tipologie di lavoratori (retribuiti su base oraria o giornaliera), la retribuzione oraria viene determinata moltiplicando la retribuzione teorica (<RetribTeorica>) per il numero di mensilità (<NumMensilita>) espresso in unità con 3 decimali, diviso per 12 ed ulteriormente diviso per le ore lavorabili (<OreLavorabili>) espresse in unità, con 2 decimali.
Per il calcolo della prestazione è poi necessario determinare il massimale orario, che si ottiene dividendo il massimale mensile per le ore lavorabili nel mese, esposte nel flusso Uniemens sotto l’elemento <OreLavorabili>, espresso in unità con 2 decimali. Nel caso di lavoratore part-time, le ore lavorabili, corrispondenti al lavoratore full-time, vanno determinate secondo il seguente calcolo:
– per il part-time orizzontale, le ore lavorabili sono moltiplicate per 100 e divise per la percentuale di part-time (<PercPartTime>) espressa in unità, con 2 decimali;
– nelle ipotesi di part-time verticale o misto, le ore lavorabili sono moltiplicate per 100 e divise per la percentuale di part-time del mese (<PercPartTimeMese>) espressa in unità, con 2 decimali.
La retribuzione oraria da utilizzare per il calcolo della prestazione è l’importo minore risultante dal confronto tra l’80% della retribuzione oraria ed il massimale orario.