Anticipo TFS/TFR: l’Inps si prepara a fronteggiare gli adempimenti a proprio carico


In vista dell’emanazione del regolamento di attuazione delle disposizioni normative di cui all’art. 23 del DL n. 4/2019, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 26/2019, che disciplina l’anticipo agevolato dei Trattamenti di Fine Servizio (TFS) e dei Trattamenti di Fine Rapporto (TFR dipendenti pubblici), è necessario che le Strutture territoriali si preparino a fronteggiare e gestire al meglio i numerosi adempimenti che scaturiranno dall’entrata in vigore di tali norme, considerata anche la particolare fase di emergenza sanitaria in corso (Messaggio n. 1517/2020).


Le Strutture territoriali dovranno attivarsi al fine di porre in essere tutte le iniziative propedeutiche alla tempestiva e corretta applicazione del nuovo istituto, soprattutto in considerazione del termine procedimentale “breve’’ entro il quale l’Inps deve gestire gli adempimenti a proprio carico.
L’anticipo agevolato, infatti, così come la cessione del TFS/TFR attualmente vigente, presuppone il rilascio da parte dell’Ente erogatore di una certificazione contenente la quantificazione dell’importo cedibile. Il finanziamento previsto dal nuovo istituto è garantito dalla cessione pro solvendo del TFS/TFR, nei limiti dell’importo netto di 45.000 euro o comunque entro la capienza della prestazione se di importo inferiore, dovuta al pensionato dall’Inps in qualità di ente previdenziale.
Per ciò che riguarda gli intermediari finanziari e le banche autorizzate a concedere il finanziamento, il citato articolo dispone l’adesione ad uno specifico accordo quadro, stipulato tra il Ministro del Lavoro, il Ministro dell’Economia e delle finanze, il Ministro della Pubblica amministrazione e l’Associazione Bancaria Italiana, sentito l’Inps, che attualmente è in fase di definizione.
L’Inps provvederà a rimborsare al cessionario, secondo i termini di pagamento previsti dall’articolo 3 del decreto-legge 28 marzo 1997, n. 79, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 1997, n. 140, e con le modalità di pagamento stabilite dall’articolo 12, comma 7, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, la somma oggetto del credito ceduto e i relativi interessi, trattenendo tale importo dall’indennità spettante.
A differenza dello strumento attualmente vigente, la certificazione finalizzata all’anticipo agevolato deve essere prodotta entro il termine, decorrente dalla data di ricezione della domanda da parte del pensionato, di 90 giorni già previsto dal Regolamento dell’Istituto per la definizione dei procedimenti amministrativi relativamente alla liquidazione dei Trattamenti di Fine Servizio e dei Trattamenti di Fine Rapporto.


Gli adempimenti maggiormente rilevanti, propedeutici alla quantificazione e certificazione del TFS/TFR cedibile, che le Strutture territoriali devono urgentemente espletare, riguardano:
– la lavorazione delle pratiche di TFS/TFR dei soggetti cessati dal servizio che non hanno ancora maturato il diritto all’erogazione delle prestazioni (termine di pagamento dilazionato per legge a 12 o 24 mesi ed oltre per cessazioni in applicazione di particolari benefici pensionistici, quali, ad esempio, la pensione “quota 100”), e per le quali le Strutture territoriali hanno già ricevuto dalle amministrazioni la documentazione utile o il flusso telematico per effettuare il calcolo. Il file con le pratiche lavorabili distinte per sede sarà trasmesso con successiva PEI;
– la predisposizione delle determine di riscatto ai fini TFS per le domande inserite a sistema ma non ancora lavorate, individuate e distinte per sede, e relative ad iscritti prossimi al collocamento a riposo in quanto in possesso dei requisiti anagrafico-contributivi utili al pensionamento per vecchiaia, anticipata, “quota 100”, etc.;
– la sistemazione della posizione assicurativa ai fini TFS e TFR per gli iscritti prossimi al collocamento a riposo in quanto in possesso dei requisiti anagrafico-contributivi utili al pensionamento per vecchiaia, anticipata, “quota 100”, etc.
Sarà pertanto necessario:
– potenziare l’attività formativa, in favore di amministrazioni/enti datori di lavoro, per l’utilizzo del sistema telematico di trasmissione dei dati utili a TFS, in quanto ad oggi risulta che le domande inviate con tale modalità non superano il 35%;
– richiamare l’attenzione delle amministrazioni/enti datori di lavoro sull’importanza della sistemazione della posizione assicurativa dei propri dipendenti ai fini previdenziali e dell’utilizzo del quadro F1 per comunicare all’Inps l’avvenuto pagamento delle rate dei riscatti TFS e in assenza del quale i periodi riscattati non saranno immediatamente valorizzabili nel calcolo del TFS;
– potenziare le risorse umane destinate a fronteggiare il nuovo carico di lavoro.