Accordo Regione Lazio- Sindacati sui servizi educativi, sociali e sanitari per emergenza Covid-19

Sottoscritto, tra Regione Lazio e sindacati, un protocollo sui servizi educativi, sociali e socio-sanitari

Nel Protocollo, che decorre fino alla fine dell’emergenza epidemiologica da Covid19, le parti si impegnano a dare attuazione all’articolo 48 del dl 18/2020 creando le condizioni per dare risposte urgenti ai bisogni delle famiglie degli anziani, dei disabili e delle persone in difficoltà e salvaguardare la continuità retributiva dei lavoratori operanti nei servizi nella garanzia della retribuzione prevista in base ai contratti individuali.
A questo fine, garantiscono l’attivazione di forme alternative di prestazione, con particolare riferimento agli interventi domiciliari, a quelli “a distanza”, oltre che ad ogni altra modalità consentita dalle norme in vigore.
Gli enti locali assicurano l’introduzione di procedure idonee all’attivazione d’urgenza, operando in favore della massima riduzione dei tempi necessari all’avvio dei servizi, fatta salva la possibilità di intervenire, successivamente e per tutta la durata del periodo di emergenza, al fine di calibrare l’erogazione su elementi contestuali ed esigenze eventualmente non riscontrati in fase d’avvio, così come previsto dallo strumento della co- progettazione.
Pertanto, per far fronte alle nuove esigenze, I comuni, singoli o associati, e i distretti sociosanitari riorganizzano le relative attività in funzione dei nuovi e diversificati bisogni delle comunità locali secondo il metodo della co-progettazione:
1. Definiscono i criteri di priorità con cui riorganizzare i servizi e le attività stesse, anche in risposta a nuovi bisogni che emergono durante la fase di emergenza;
2. Attuano la riorganizzazione dei servizi e delle attività avvalendosi delle procedure di coprogettazione da parte degli enti e dei soggetti gestori dei servizi e delle attività in essere al momento della dichiarazione dell’emergenza coronavirus.
Nelle situazioni di fragilità in cui si rileva la presenza di persone autosufficienti individuare gli interventi necessari al sostentamento delle famiglie per quanto riguarda i beni di prima necessità come generi alimentari e farmaci.


Gli interventi compresi nella co-progettazione dei servizi devono essere sempre effettuati in modo da garantire la tutela della sicurezza e della salute, tanto degli utenti e delle loro famiglie, quanto delle lavoratrici e dei lavoratori, attraverso la fornitura dei necessari dispositivi di protezione individuali (DPI). A tal fine, i soggetti gestori consegnano agli enti locali copia dei documenti di valutazione dei rischi (DVR) specificatamente integrati, a carico dei datori di lavoro, per la protezione e la prevenzione dei rischi da contagio da virus COVID-19, nel rispetto delle indicazioni dei protocolli nazionali e assicurando i DPI ivi previsti, e le operazioni di sanificazione e i percorsi di sorveglianza, a cui devono essere sottoposti i lavoratori, con particolare riferimento a quelli venuti in contatto con utenti positivi al Covid-19, in assenza dei quali non sarà possibile erogare i servizi. I Comuni, in accordo con le ASL, vigileranno e si faranno parte attiva sull’applicazione delle corrette misure di prevenzione e sicurezza.
E’ assicurata la corresponsione del 100% della retribuzione contrattuale dei lavoratori nell’integrale rispetto dei CCNL applicati, nei casi in cui applicando il ” vuoto per pieno ” vengano riconosciuti agli enti gestori il 100% dei corrispettivi .
Nei casi in cui i servizi prevedano una compartecipazione degli utenti e quindi i corrispettivi erogati secondo modalità ” vuoto per pieno ” discostano dal 100%, con un minimo di 80%, le parti firmatarie il presente protocollo attivano entro tre giorni, un tavolo di confronto per trovare le necessarie soluzioni al fine di assicurare il massimo della retribuzione. Sino alla chiusura del tavolo di confronto non potranno essere attuate soluzioni unilaterali che scendano al di sotto del massimo.